Cose del New Jersey #NewJersey #AsburyPark #BruceSpringsteen

Sul New Jersey non mi vien da dire molto, se non che è sempre come tornare a casa. O per lo meno a un posto che hai sognato per anni e che poi per anni hai frequentato almeno per un poco ogni volta che potevi, e ogni volta ti sembrava sempre casa. Credo di essere una delle poche persone fortunate abbastanza da avere un posto dei sogni che esiste nella realtà, e ogni volta che ci vado sono semplicemente felice. E’ ovvio che se ci vivessi perderebbe fascino, ma infatti non ci vivo, ne sogno, ci vado, poi vado via, mi manca, ci ripenso, ne sogno, ci vado, e via col ciclo. Inoltre di solito ci vado quando c’è Bruce nei paraggi, quindi niente, nulla può farmi superare la sua fascinazione, io penza.

Anche questa volta è stato bello, anche se ho avuto poco tempo per me. Questo un poco mi è spiaciuto, in giro in sei non hai mai molto tempo per fermarti quanto ti pare per pensare o sognare a occhi aperti. Certo ci sono altri vantaggi, e comunque questa volta è andata così.

z3

(foto by Pape)

Abbiamo passato una splendida serata a cena all’Howard Johnson (in realtà non è più un howard johnson, ma quando io sono venuta per la prima volta qui lo era ancora, e mi è rimasto in testa, sono abitudinaria e nostalgica assai), anche se l’hamburger non era un granchè. Il nostro hotel era invaso, e quando dico invaso intendo che ce n’era una concentrazione tale per metro quadro da sfidare la legge di impenetrabilità dei corpi (ask Pape) da ebrei ortodossi che festeggiavano tre dicasi tre diversi Bar Mitzvah, il tutto portandosi dietro e poi seminando nella hall vestiti, cappelliere, giocattoli di bambini, girelli per anziani, box per infanti, lettiere per gatti e cinture di raso azzurre e rosa (perchè? non lo so). Penso che Woody Allen ne avrebbe tratto materiale per almeno tre film, ma io sono solo io, e sto ancora cercando di superare le treccioline e gli occhi azzurri tuoi di settecentoquattordici maschi di età variabile in soprabiti neri a mezza coscia.

z7

(pic by Paolo)

Allo Stone Pony è stato bello perchè per una volta me lo sono potuto vedere con calma relativa, sempre considerando che in sei ci si mette un tempo infinito a scegliere le magliette per sè, per la ragazza a casa, per i figli e poi ancora per sè, perchè io valgo e mi pare giusto, quindi gli altri cinque hanno tempo di girellare in giro nel frattempo.

Il Boardwalk e la spiaggia erano innevati, ed è stato un bonus di bellezza in più, anche perchè c’era il sole e le strade erano pulite e non abbiamo dovuto spalare, e questo sì  che si può chiamare bonus di bellezza e anche di comodità e via così.

z10

Alla Convention Hall il sabato si era tenuta una mostra di motociclette d’epoca, e mentre noi la mattina della domenica facevamo colazione con caffè ustionanti e dolciumi vari sotto la volta della Hall, è apparsa la crew di uno dei Club espositori per smontare le ultime cose, regalandomi una mezzorata di fantasticherie a occhi aperti sui SAMCRO mentre li guardavo andare avanti e indietro coi loro patches, barbe e cappelli alla Opie, un bambino biondo con caschetto alla Jax da piccino che correva in jeans e camicia a quadri, più due vecchi con anellazzi, portafogli con catene, coppola e basette che accidenti se non convinta siano Bobby e Tig, in quel Club.

SIGH.

Poi niente, via sulla Kingsley a incrociare la Cookman, lascio alle spalle la Convention Hall e il Boardwalk, guido piano e sogno di tornarci mentre sono ancora praticamente lì, questa è la vita dei sognatori rockenrolli.

Ci vediamo quando ci vediamo, nel frattempo andiamo ad Albany a riveder Bruce.

cheap