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Eddie Vedder Taormina, night 2 #EddieVedder #Taormina

Such is the way of the world
You can never know
Just where to put all your faith
And how will it grow?
(FOTO DI MANUELA PAGANINI)

Dopo la mia breve trasferta siciliana, continuo a pensare che si possa vivere di solo ammòre, libri, rock, arancini e cassatelle, anche perchè mi domandavo quale citazione letteraria poter usare per questa recensione e il pobblema me l’ha risolto Vedder stesso, menzionando Vonnegut e il suo If This isn’t Nice, what is? Tutto si risolve, avendo fede nella mia equazione, come vedete. Vonnegut è uno scrittore enorme, e parte della sua grandezza sta proprio nel fatto che è molto umano (non alla Fantozzi… ma un po’ sì, in effetti), è amatissimo dai giovani anche per questo: perchè è una pietra miliare della letteratura americana, e ti parla come un vecchio zio, non come un pruriginoso bibliotecario con l’hummus e la muffa nella barba. In Quando siete felici fateci caso, libro che appunto sarebbe in lingua originale If this isn’t Nice, What Is? egli tra le altre cose esorta a celebrare il vivere e godere del momento presente, perchè comunque poi nella vita la felicità è nota per la sua scarsezza, e soprattutto non se ne ha mai abbastanza, ed è cosa che va alimentata costantemente. E quindi se incontrate un momento davvero bello, approfittatene, e fateci caso. Io per me ci ho fatto caso assai, durante tutte e queste due serate bellissime, e mi porterò nella mia saccoccia personale tanti bei momenti ad altissimo tasso di consumo per i momenti bui a venire.

Il secondo concerto di Taormina di Eddie Vedder mi inizia sull’onda del fashion ma anche del benessere da esibire come pegno, inquantocchè tra Glen Hansard e Vedder vedo inerpicarsi una coppia tiratissima (tiratissima, intendo, pure per gli standard locali, perchè la donna sicula mi veste anche a un concerto rock con seta, sandalo e rossetto rosso, salvo la variante punk rock che esibisce Chuck Taylor, ombretto nero, mini shorts e canotte rockenrolle), ma insomma questa coppia in vero tiro è qui per una rassegna di foto di fidanzamento, con tanto di fotografo vecchietto al seguito con cavalletto che li dispone in vari angoli e posizioni improbabili impartendo ordini: Baciala! Guardalo! Dalle il braccio! Ballate!

Essendoci un fidanzamento in ballo, Vedder giustamente inizia con Trouble e Brain Damage (ah ha).

Beve il suo vino, come di consueto, ogni tanto partono uno Shit o un Fuck se l’arpeggio non riesce (E pensare che nei PJ sono anche noto per essere quello preciso, scherza), si scusa per il linguaggio, D’altronde non parlo italiano. Potreste rispondermi cose come, You say to me testa di cazzo, vaffanculo, right? che aiuta molto a superare barriere linguistiche, va detto, tutto il pubblico si sganascia, anglofoni e non.

Thumbing my way è preceduta dal racconto di tutte le persone che ha incontrato quel giorno, in acqua, al ristorante, per strada, nei bagni pubblici, tutte a dirgli due cose, il suo nome, Eddie, seguito dal titolo di una canzone di richiesta. Questa però la fa perchè sente che se hai il privilegio di suonare in un posto così sacro e meraviglioso, I feel it’s my duty to try to make each and every individual here very very happy, and quindi la faccio.

Ogni tanto (questo è successo durante tutte e due le serate), si ferma per guardarsi intorno, si volta a guardare lo spettacolo alle sue spalle, le luci del mare, le rovine del teatro, le stelle nel blu della notte. Rimane a contemplare, spiegando che capisce di trovarsi davanti al vero significato della parola Awesome.

A un certo punto guardando gli archi e le colonne, ride spiegando che nella sua gioventù pazza si sarebbe arrampicato sull’intero perimetro delle mura, saltando in mezzo alla folla della cavea più laterale, Oh the possibilities!, sospira. Ma in fondo, ridacchia, the night is still young!

Dal mio settore laterale intravedo la moglie di Vedder che gioca con la figlia più piccola, di sette anni, che ha una serie di barrette fluo in varie tonalità, verdi, rosse, blu, gialle, che intreccia creando collanine e braccialetti per la crew del mixer, i roadies, la sorella e chiunque voglia stare al gioco. Ne manda una sul palco anche per il padre, che non coglie, e prima la dà ad Hansard che gliela mette in testa come aureola, e poi la regala a un fan.

Prima di I’m so tired invita un ragazzino della platea a salire sul palco, e chiede al pubblico di accendere le torce nei telefonini per illuminare di tante meravigliose luci la notte, contemplano un poco insieme lo spettacolo, e poi Eddie gli spiega, Vedi Jake, la cosa bella è che puoi anche spegnerle con un soffio, prova! e soffiando insieme, “spengono” insieme tutta l’illuminazione.
Più tardi, introducendo Imagine, chiede il favore di ricreare tutto lo spettacolo di luci sognanti per la figlia piccola. Mentre la poesia di Lennon si perde nella notte estiva, è facile pensare che il paradiso in terra è davvero alla portata dell’umanità, che sa creare e riconoscere bellezza. Forse non sarà vero, e probabilmente siamo tutti stupidi sognatori per averlo creduto anche solo per quei due minuti di canzone; ma in fondo la vita umana sta tutta qui, nella speranza raccontata già tra le narrazioni più antiche del mondo, nate proprio in chi ha costruito queste mura. 
E, come dice Vedder, siamo così diversi, venite tutti da così tanti posti lontani e differenti per vedermi, eppure siamo tutti uniti di fronte alla musica.

The Ship Song di Nick Cave forse non porterà sacchettate di significati, ma quando ha detto che ha pensato di farla per tutto il tour, perchè è di Nick Cave and the Bad Seeds, mi sono sciolta proprio in lacrime. E comunque chi sono io per impedire che si faccia la volontà di Vedder?

Ogni tanto esce la sparata contro Trump, una frecciata per esempio viene rivolta al pensiero che è impossibile non sentirsi umili e piccoli di fronte all’immensità di tanta bellezza in questo Teatro. E si chiede, forse se Trump vedesse tutto ciò, forse riconsidererebbe alcune priorità… oh wait a momenti but he DID see all of this! crap.

Bè, spiega, posso garantirvi una cosa, sì, Trump edifica, ma non costruisce, nè lo ha mai fatto, nè mai lo farà, cose destinate a durare, come questo Teatro, e questa è la verità del potere di certi uomini.

L’ultima citazione letteraria è per Hemingway, quando racconta dell’incredibile blu del mare che ha visto nel pomeriggio, così cristallino che vedeva il cielo riflesso, e la perfetta certezza di un momento indimenticabile; certo, ammette, poi c’è il pensiero di dover tornare a riva, dove ti aspettano 300 persone circa, assemblate sulla spiaggia. Ridacchia.
Ma mi sento davvero grato, è stato un momento perfetto nel blu del mare, e so che sembra trito, ma davvero apprezzo la comunicazione, il rapporto emozionale che si è costruito con i fan. La musica, è vero, è il modo con cui possiamo creare le onde che increspano l’acqua delle nostre vite; ma sapete, voi, voi siete l’acqua.
Di solito il concerto vede in chiusura Hard sun, la sua storia di Natura così bella e terribile, che perdona e sempre mantiene le promesse finchè un giorno si stancherà di farlo. Ma stasera Eddie ritorna per chiudere con un piccolo sogno all’ukulele,  Dream A Little Dream Of Me, prima di salutare e, mentre lascia il palco, si arrampica sulle prime pietre che portano agli archi, scendendo poi con un salto e un largo sorriso per tutti noi.
​Lasciatemi qui come una cosa dimenticata, e un poco sognata.​
Ci siamo?
Cosa c’è di più bello di questo?
Kurt Vonnegut

Set list 27 giugno 2017, Taormina Teatro Greco

01. Trouble (Stevens)
02. Brain Damage (Waters)
03. Sometimes
04. Throw Your Arms Around Me (Archer, Falconer, Howard, Miles, Seymour, Smith, Waters)
05. Elderly Woman Behind The Counter In A Small Town
06. Off He Goes
07. Thumbing My Way
08. You’re True
09. Satellite
10. Here Comes The Sun (Harrison)
11. Wishlist
12. Let My Love Open The Doors (Townshend)
13. Far Behind
14. Guaranteed
15. Long Nights with Glen Hansard playing bass
16. Rise
17. Good Woman (Marshall)
18. Better Man
19. Immortality
20. Lukin {front only}
21. Porch
22. I’m So Tired (Fugazi)
23. Imagine (Lennon, Ono)
24. The Ship Song (Cave)
25. Black
26. Sleepless Nights
27. Just Breathe {Not the complete song just the first two lines as Willie Nelson}
28. Falling Slowly (Hansard, Irglová) with Glen Hansard
29. Smile with Glen Hansard
30. Rockin’ In The Free World (Young) with Glen

Encore Break One
31. Hard Sun (Peterson) with Glen Hansard and Red Limo only singing.

Encore Break Two
32. Dream A Little Dream Of Me (Kahn, Andre, Schwandt)

 
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