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Disagio giovanile e non

tortelleneee

Ricordo un Capodanno di qualche anno fa (“qualche” saranno oramai dieci, mi sa, ma va bè) in cui Lorenzo parlava di quegli amici che sono lontani, che riesci a vedere se va bene tre quattro volte all’anno ma va bene anche così, non si misura il sentimento dalla distanza in mezzo, solo dal cuore.
Io ho cominciato molto presto ad avere amici sparsi per l’Italia e la Isvizzera, sempre a causa di quella stella del New Jersey, andavo a qualche concerto, ci si conosceva, poi si rimaneva in contatto e tour dopo tour ci si ritrovava e si andava avanti e via così.
Ho sempre pensato che per noi fan fosse come per tutte quelle altre persone che trovano nuovi amici in viaggio, in vacanza, o in Erasmus, si lega immediatamente con qualcuno, si sta proprio bene con queste nuove persone, si fa tutto il resto del soggiorno insieme, si giura che si faranno in futuro altri viaggi in compagnia. Però si abita lontano, impegni diversi, se va bene si riesce a organizzare una cena per vedere le foto del viaggio conclusosi e poi a poco a poco ci si allontana, alla vacanza successiva manca un anno, le mete saranno diverse, il tempo passa, le vite avanzano e non ci si rivedrà più. Ci si pensa ancora a volte a quelle persone, a come si era stati bene insieme, ma non si è riusciti a fare altro, mai più.
Il viaggio, la vacanza studio, si sa, non sono Bruce. Anno dopo anno, tour dopo tour molti di quegli amici sono ancora qui perchè c’è un comun denomitatore fisso e inamovibile nelle nostre vite, una meta sotto un palco che tutti unisce, e sai che se non sarà Milano sarà Roma, se non Firenze Udine, o Parigi o Londra, ma li rivedrai, perchè tutti ci muoviamo in un unico viaggio, e questa è stata solo una delle tante fortune che essere fan di Bruce ci ha portato.
E poi naturalmente c’è il fatto che se non ci si vede a un concerto perchè non c’è tour, o perchè mancano comunque soldi e tempo per fare altri concerti insieme, allora se a quegli amici ci tieni non serve tanto, non ci devono essere scuse, prestesti o storielle (ho detto storielle, non sorelle, dai), se nella vita di un amico ci vuoi essere ci sei, punto. E noi essoci! (manca Marco Raimondo che fa la foto ma c’è neh)

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