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Romantic dreams in our head

CHICAGO, IL  - JUNE 27: Brian DePalma and Bruce Springsteen  at the filming of the video for Dancing in the Dark on 6/27/84 at the St. Paul Civic Center in St. Paul, Mn.  (Photo by Paul Natkin/WireImage)

CHICAGO, IL – JUNE 27: Brian DePalma and Bruce Springsteen at the filming of the video for Dancing in the Dark on 6/27/84 at the St. Paul Civic Center in St. Paul, Mn. (Photo by Paul Natkin/WireImage)

Il 4 giugno 1984 è mio fratello che si gira con il Giorno spalancato su due pagine con una foto a figura intera di un tizio con jeans e maglietta bianca che non avevo mai visto se non su qualche foto sul vinile di The river e non sembrava tanto quel tipo là, Guarda – dice- è quel cantante americano che piace a te, ha fatto un nuovo disco. Ma non l’ho comprato subito.
Bobby, al telefono dal mare: ma l’hai comprato?
Inqui: e no, posso scegliere un solo regalo per la fine della scuola,
e per comprare questo forse aspetto la paghetta del compleanno e adesso compro quest’altro, Born to run. Come sarà?
(BAHAHAHAHH)
Bobby: no no compralo è proprio bello, vedrai! Si canta un sacco!
Alé. E quindi l’estate dell’84, e qui ci vorrebbe Stephen King però, a parlare di estati e giovinezze, sono io che porto in cortile il giradischi, lo attacco alla presa di fianco all’apricancello, e tutti i pomeriggi dalle 3 in avanti (poveri vicini) mi spapacchio SHA LA LAAAA LA LA LA LAALAAAAA e I’m goin’ down down down e Working on the highway e minchia se si cantava e si ballava in cortile e financo in giardino con quell’altro cagnolino, Toby (da Red e Toby, nemiciamici).
È Bobby Jean che da lì diventerà in effetti Bobby Jean, prima era Barbara.
È Claudio Cecchetto che a deejay television un mese dopo lancia il video di Dancing in the dark, e per la prima volta vedo quel cantante americano là che mi piace muoversi, ballare, stare su un palco. Un concerto rock, che strano nuovo moderno concetto. Cioè cosa fai, vai lì e lui suona, no? Ah.
Siamo io e Bobby nell’ascensore a ridere istericamente perché il testo di I’m on fire ci fa quest’effetto ma abbiamo tredici anni e non sappiamo benissimo perché.
Sono i cori di No surrender in bicicletta sotto il sole, e tornando a casa la sera per mangiare e poi correre fuori di nuovo perché la scuola era finita e l’estate erano tre mesi di risate sole e gelati e dolce far tutto e niente.
Il 4 giugno 1984 è l’estate che non ci sarà mai più nella mia vita, con Born in the USA a manetta ogni due ore, taaac finita la puntina alzati e rigira, ma minchia che bella che fu quell’estate.

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