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8 marzo, Festa della Scema

Questa notizia vi sconvolgerà, lo so, ma a me la festa della donna sta sul cazzo, incidentalmente la odio proprio; ma non mi danno fastidio la mimosa, un collega o un amico gentile che si ricorda di farti gli auguri, la telefonata alla mamma che è la mejo donna del mondo, o un abbraccio a qualche amica che non si vede da tempo, non è quello. Disprezzo le donne che la celebrano perdendo ogni senso del pudore, del rispetto e della decenza affollando discoteche e pizzerie per diventare ciò che non sono mai state perché L’8 marzo è la festa della donna e posso permettermelo, come se essere donna fosse toccare il culo ai camerieri, ridere come deficienti quando portano gli antipastini a forma di cazzo, diventare triviali, volgari e pure zoccole, come se celebrare l’essere donna debba coincidere con l’assumere per un giorno i comportamenti dei peggio maschi che abbiamo visto nella nostra vita. E se vogliamo in tutto ciò c’è anche un misto di tristezza che non so spiegare per queste donnette che vedono l’uscita dell’8 marzo come se fosse il culmine di un’intera stagione, l’uscita programmata che solo a pregustarla ti tiene su tutto febbraio, perchè sei così sfigata e triste non perchè non hai uno straccio di uomo, perchè per me non è quello il metro di paragone, FELICITA’ DONNA REALIZZO= UOMO ACCANTO, no, ma chi se ne catafotte, sei così sfigata e triste da non avere amiche o amici con cui uscire altre sere a divertirti, e devi ridurti all’8 marzo a fare la scollacciata perchè così qualcuno ti noti, Oh ma la Rossi, hai visto che tiro, tutto l’anno che sembra una mezza suora e ieri un troione. Come se essere troione agli occhi di un uomo coincidesse con il meglio che la vita possa offrire, sento ste cose e inizio a perdere la bava dalla bocca. E lasciamo pure perdere quelle che escono solo l’8 marzo perchè “mio marito non può dirmi niente, è la festa della donna e quindi posso uscire”, una di quelle robe che non si possono vedere sentire commentare, che mi prende un senso di sconforto così profondo che rivaluterei quasi l’onda di tristezza verso quelli che vanno ai funerali di qualche povero cristo morto sparato e applaudono.

E tutto ciò mi fa tristezza, e rabbia, e quindi odio l’8 marzo.

 

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